CONGEDO STRAORDINARIO L.104

Il coniuge, i genitori, il fratello/sorella o il figlio convivente di una persona con disabilità, con riconoscimento dello stato di handicap in situazione di gravità (ai sensi della Legge n. 104/1992) possono usufruire fino a due anni di congedo retribuito previsto dall’articolo 42, comma 5, del Decreto Legislativo n. 151 del 26 marzo 2001. I periodi di congedo possono essere fruiti in modo continuativo o frazionato anche a giorni interi ed è indennizzato nella misura della retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo straordinario. Tale limite è complessivo fra tutti gli aventi diritto, per ogni persona con disabilità grave. In caso di pluralità di figli in situazione di disabilità grave il beneficio spetta per ciascun figlio sia pure nei limiti previsti dalle disposizioni della legge 104/92 e tenendo conto che tali periodi di congedo straordinario rientrano nel limite massimo globale spettante a ciascun lavoratore di due anni di congedo, anche non retribuito, per gravi e documentati motivi familiari.

Non è mai possibile per lo stesso lavoratore fruire del “raddoppio”; infatti un ulteriore periodo biennale per altri figli in situazione di disabilità grave è ipotizzabile solo per l’altro genitore (ovvero nei casi previsti per i fratelli o sorelle o il coniuge), con decurtazione di eventuali periodi da lui utilizzati a titolo di permessi per gravi e documentati problemi familiari. Per i figli minorenni tale congedo puo’ essere usufruito da entrambi i genitori in modo alternato. L’indennità è corrisposta dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la corresponsione dei trattamenti economici di maternità. I datori di lavoro privati, nella denuncia contributiva, detraggono l’importo dell’indennità dall’ammontare dei contributi previdenziali dovuti all’ente previdenziale competente. Nella sostanza il datore di lavoro anticipa l’indennità e poi la detrae dalla somma dei contributi previdenziali che normalmente versa all’istituto previdenziale (es. INPS).

Il beneficionon è riconoscibile, per i periodi in cui non è prevista attività lavorativa, come ad esempio in caso di part-time verticale per i periodi non retribuiti. Se il congedo viene fruito per frazioni di anno, ai fini del computo del periodo massimo previsto per la concessione dei 2 anni di beneficio l’anno si assume per la durata convenzionale di 365 giorni.  E’ riconosciuto a tutti i lavoratori, sia settore pubblico che privato a seguito di richiesta da produrre al datore di lavoro e con modalità diversa a seconda se si tratta di un’azienda pubblica o privata. Nel caso in cui il datore di lavoro sia pubblico la domanda va prodotta direttamente all’ufficio personale mentre nel caso del datore privato, il richiedente deve produrre domanda alla sede INPS di appartenenza tramite un patronato e a seguito dell’avvenuto riconoscimento, presentare al proprio datore la risposta positiva di accoglimento all’ufficio.  Il comma 5-quinquies, articolo 42 del Decreto 151/2001, precisa che durante la fruizione del congedo retribuito non si maturano ferie, tredicesima mensilità e trattamento di fine rapporto (messaggio n. 28379 del 25.10.2006)

Fonte: http://www.inps.it

http://www.Handylex.it

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