Guest Room

Vuoi per la disattenzione verso un mondo sconosciuto o perché i due argomenti, sesso e disabilità, sono ancora considerati tabù, si preferisce far finta di niente e continuare a credere che le persone disabili siano asessuate.    Ancora per tanti, sono binomi che non trovano correlazione perché, nell’immaginario collettivo, i disabili sono considerati già in partenza anorgasmici, persone incapaci di provare piacere. Dimentichiamo però che dopo la sete, la fame e il riposo la ricerca del piacere sessuale e l’amore sono per tutti i due bisogni biologici più forti. Anche le persone disabili hanno sentimenti emozioni e desideri. Nei loro sogni c’è  una vita normale, un lavoro e una casa. Sognano di  innamorarsi, di creare una famiglia propria, di avere magari un figlio  perché in ciascuno di noi, a prescindere da tutto, è innato il desiderio di affetto,  di appartenenza e di genitorialità.

E’ questo il messaggio del cortometraggio Guest room, un film di 13 minuti pluri premiato nel 2015 in America, al Festival with e al SXSW Grand Jury Award. I protagonisti, Michael Iovine e Lauren Potter, interpretano Daniel e Ambra, una coppia di giovani con sdD, innamorati e con una vita soddisfacente condotta tra l’affetto delle famiglie e degli amici. I ragazzi spesso dormono anche insieme e la loro quotidianità scorre felice quando una notizia inaspettata sembra incrinare le loro certezze. Ambra aspetta un bambino e i genitori di Daniel accolgono questa possibilità con una certa titubanza facendo loro presente che questa gravidanza poteva essere un problema, che il loro bambino poteva nascere con sdD con il 50 per cento di probabilità. Questa nuova realtà mette in crisi Ambra e nemmeno la proposta di matrimonio di Daniel le alleggerisce il senso di colpa, l’inadeguatezza a svolgere quel ruolo di madre che la vita le aveva negato dal principio. Decide di prendere tempo.  Tornata a casa, davanti al piccolo visino del nipote, affranta, comunica alla sorella la sua gravidanza. Il 50 per cento delle possibilità di mettere al mondo un figlio con sdD ora era la sua unica preoccupazione e doveva decidere. La sorella invece  con tranquillità  la rassicura sulla normalità e sulla bellezza di quella probabilità.

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