Ma allora, come si guarda un bimbo down?

Siamo in ospedale. E’ vero che adoriamo il personale del reparto di pediatria dell’ospedale di Pistoia, è vero che son tanto bravi e che l’ambiente nuovo è fresco e pulito ma, in tutta onestà, ne avremmo fatto volentieri a meno visto che come si sta a casa propria non si sta da nessuna parte. Ma ci è toccato un altro giro di giostra e dobbiamo girare finchè non si fermerà. Siamo arrivati qui il due mattina in condizioni pietosine, Mattia era uno straccetto: digiuno da due giorni con febbre alta e scariche intestinali. Gli esami di routine, con valori d’infezione abbastanza alti, hanno sentenziato il nostro ricovero. Pazienza. Mi rincuora solo il fatto che qui, è come se fossimo a casa perché, con queste persone meravigliose, Mattia ha visto la luce nei suoi primi giorni di vita. E mi rincuora il fatto che di persone meravigliose ce ne siano a quantità, anche se sempre più spesso sono oscurate dai comportamenti sgradevoli di tante altre che purtroppo, proprio per la loro pochezza, per il loro saper ferire, volontariamente o involontariamente, riescono ad imprimersi di più nella nostra mente. Alle undici, questa mattina, come ogni giorno a quest’ora, il bar interno all’ospdale dove io e mio marito ci siamo recati insieme al piccolo per un caffè, era gremito di utenti, medici e infermieri. Appena entrati ci siamo imbattuti in un gruppetto di tre donne, due delle quali con indosso il camice bianco tipico dei medici, le quali, vedendo Mattia seduto tranquillo nel suo passeggino, non hanno staccato mai, nemmeno per una volta, il loro sguardo dal suo piccolo visino.

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Gli occhietti atipici dalla loro particolare forma deve averle impressionate in modo particolare, più sicuramente del braccino fasciato sotto cui si intravedeva una cannula per prelievi. Non so e non posso sapere a cosa stessero pensando ma di scuro posso affermare con sicurezza che non si trattava di sguardi teneri, non erano sguardi dolci che solitamente si rivolgono ad un bambino. I loro occhi passavano dal viso di mio marito al mio, continuamente, per poi fermarsi in modo insistente sul  visino del mio piccolo. Erano sguardi accigliati di chi non approva, erano freddi e sterili dai quali non traspariva nessuna emozione se non come dicevo, di disappunto. Erano  sguardi che, e lo dico sinceramente, difficilmente ho incrociato in questi anni e che sì, stavolta mi hanno turbata, lo confesso. Ho fatto finta di niente autoconvincendomi del fatto che certe cose, se riesci a fartele scivolare addosso, rimarranno, magari si o forse no, fine a se stesse e tu eviti turbamenti e rabbia inutili, per cui, a testa alta e con amore infinito, ho abbracciato il mio bambino e mi sono concentrata su noi tre e sul nostro bel caffè. Alcune persone  si sono insinuate fra noi e le tre donne in camice bianco parandoci alla loro vista. Mi volto verso di loro come se qualcosa mi richiamasse in quella direzione e noto, con grande dispiacere, che cercavano di schivare gli intrusi per continuare ad osservarci. Mio marito accortosi del mio turbamento  mi ha chiesto cosa avessi.

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Senza sapelo aveva sbloccato la mia risposta a quegli sguardi e così  di getto e a voce alta e rivolgendo lo sguardo verso Mattia dico:- Rimango basita, ma è così difficile di questi tempi vedere un bimbo down in giro? Ma sei forse un marziano amore della mamma?- Evidentemente la mia frase ha in qualche modo sortito l’ effetto voluto perché, dopo un po’, le “donne illuminate” hanno chinato il capo e con la coda tra le gambe hanno smesso di guardarlo. Il nostro caffè  è stato trionfale. Trovo terribilmente triste che il personale medico, ancora di più se di sesso femminile e in quanto donne e forse madri, di fronte alla tua scelta di amare a prescindere,   ti guardino o ti parlino in modo da farti sentire in colpa per il solo fatto di aver scelto diversamente dalle loro tesi. E mi viene da ripensare e ad inorridire di fronte ai comportamenti di certi medici che ti spingono, nei modi più disparati, seppure velati, a decidere per la non vita anche quando gli unici dati in loro possesso, sono solo test probabilistici. Trovo terribile che proprio chi è deputato alla protezione,  alla cura e al diritto alla salute guardi a questi bambini solo ed esclusivamente come diagnosi. Ma dove sarebbe il male se ognuno di questi luminari mescolasse diagnosi e umanità? E poi ci si meraviglia del Dawkins di turno che viene allo scoperto quando   alle spalle tanti e tanti altri come lui si nascondono dietro finterie e apparenze. Lo sguardo scrutatore e di disapprovazione evidente, rivolto ad un bambino down è una degli atteggiamenti più disdicevoli che si possa avere nei suoi confronti.

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Ma allora come si guarda un bimbo down?

 

Va guardato con rispetto perché è cosi’ che guarda voi ed è così che lui guarda alla vita.

Va guardato con dolcezza perché è esattamente ciò che lui dona con i suoi occhi.

Va guardato con trasparenza essendo il suo sguardo ripulito dai detriti della vita.

Va guardato senza alcun pregiudizio perché esso pregiudica la più speciale delle conoscenze.

Va guardato con fiducia perché le sue diverse abilità lo conducono oltre l’impensabile.

Va guardato con amore perché diversamente da noi, il suo cuore ama senza condizioni.

Va guardato con ammirazione perché davanti al suo sguardo non esistono differenze,

 etnie, religioni e men che mai non esistono disabilità.

ESISTONO solo LE PERSONE

e noi non possiamo fare altre che ammirare

grandezze d’animo così lontane da noi.

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16 commenti su “Ma allora, come si guarda un bimbo down?

  1. posso capirti, ma io in questo caso avrei guardato dritto in viso la sig.ra e avrei detto “c’è qualche problema?”, perchè non ho niente da cui nascondermi e non ho paura a confrontarmi con le persone. Evitare le arrabbiature? E perchè mai … scaricare su qualcuno ogni tanto le tristi situazioni che purtroppo ci accadono mi avrebbe solo fatto bene. Penso però, e non alludo al tuo specifico racconto, che a volte siamo noi genitori che si sentiamo gli occhi addosso più del normale quando magari non è così. Un abbraccio e speriamo intanto che Mattia si rimetta presto … che brutto posto l’ospedale!!!

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    • Anna Rita anche io penso che molti degli sguardi riflettono ciò che viviamo ma come dicevi questo non è stato proprio uno di quei casi. Difficilmente rimango turbata ma questo episodio mi ah sconcertata. Forse ha avuto un effetto diverso perchè quegli sguardi appartenevano ad operatori medici e questo non mi è piaciuto

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    • Ciao sono la mamma di Gerardo un bellissimo e dolcissimo bambino Down io ho saputo di mio figlio al 5 mese con l’ amniocetasi ma ho portato avanti la gravidanza con amore pultroppo la cattiveria si annida sempre ovunque io al posto tuo gli avrei detto in faccia cosa hai da guardare o cosa pensi di essere migliore sarò sempre fiera di mio figlio e nn permetterò a nessuno di metterlo in difficoltà
      Una mamma orgogliosa
      Rosa De Matteo

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  2. Ma poverino, cosa si è fatto?
    Certo che quelle donne devono proprio essere delle bigotte ignoranti perchè di fronte agli occhietti di Mattia, al suo sorriso dolce e sincero, non si può che guardarlo con amore.
    Io ho capito una cosa, la diversità, qualsiasi essa sia, fa paura, sia che si riconosca subito al primo sguardo, sia se viene percepita in seguito a certi comportamenti. Chi fissa con questa insistenza sta solo tirando il fiato ed è contento che a lui non sia capitato.

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  3. Prima di tutto spero che il tuo ometto si riprenda in un lampo. Secondo, complimenti per il post. Terzo, sono della stessa opinione di Moky e quindi non mi dilungherò. Un piacere essermi imbattuto per caso nelle tue “righe”.
    Un caro saluto,
    Fabrizio.

    http://www.myautographworld.com

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  4. Cara Antonella, fa tristezza pensare che a guardarti così siano stati dei medici: vero e’ che forse per fare il loro lavoro devono cosa riunirsi giorno per giorno una corazza ma …se sono insensibili, freddi e poco umani pure loro, che hanno giurato di aiutare gli altri..!!!
    Però ricorda che loro sono l’eccezione, non la regola. La descrizione che fai del personale dell’ospedale lo conferma!!!
    Tra l’altro, e’ una mia impressione ho Mattia sta assumendo la fisionomia di un “bimbo grande”?
    Anche il nano ed i suoi amichetti, che hanno la stessa età di tuo figlio, stanno crescendo molto in questo periodo e mi sembra che il loro visino stia abbandonando le sembianze del “bimbo piccolo”….. Che impressione, che nostalgia e che gioia vederli crescere!!!

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    • Siiiiiiiiii Mattia sta crescendo e sempre di più sta perdendo quell’aria angelica 🙂 è più birbante che mai 🙂 proprio per rivivere quei momenti riavvolgerei il rullino ma i figli crescono ahimè!

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  5. ciao son mamma Valeria e arrivo a te grazie al blog di mamma Claudia che ti ha mensionata ed ha invitato i suoi amici lettori a leggere questo bel post
    ma perchè mi chiedoio, erano dottoresse, e allora perchè non hanno chiesto al tuo bimbo semplicemente:- ti fa male l’ago della flebo?-, invece di starsene li a scrutare…
    ma che razza di dottoresse erano…portavano solo il camice bianco …
    scrutare, quanto odio questo gesto naturale che hanno certe persone
    eppure capita, tute le volte che vai a fare la spesa, tutte le volte al uscita dalla scuola, tutte le volte…
    un bacione al tuo bimbo, io non sono su facebook e non riesco a scrivermi tra le tue follower, ma tornerò a trovarti
    è stato un piacere leggerti oggi un bacio al tuo splendido bambino VAleria

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    • ciao Valeria Benvenuta immediatamente sono passata ad aggiungermi al tuo blog ed è bellissimo colori tenui e tanti interessi 🙂 e grazie per cio’ che dici di me e di noi

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  6. io ho un nipotino down ma per fortuna ancora dopo sei anni non abbiamo problemi con le persone.penso che avrei guardato direttamente negli occhi quelle signore per sfidarle,penso anche però che non dobbiamo porre sugli altri problemi nostri,oggi un bimbo down non è più così strano da incontrare,spesso sono bellissimi e simpatici,aiutiamo anche gli altri a non creare ogni volta “il caso”

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    • Perfettamente in sintonia Cinzia.Il mio bambino ha quattro anni e per fortuna cose così sono capitate di rado e quando è successo non è mai fatto scoppiato un caso, anzi. L’amore per nostro figlio ci pone al disopra delle parti sempre e poichè c’è ancora tantissima ignoranza al riguardo, senza polemiche, atteggiamenti così vanno messi in luce come comportamenti non adeguati a ciò che oggi richiede la nostra società rispetto alla sdD. Quando e se mi capitano cose di questo tipo per fortuna sorrido 🙂

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